Intervista a Mariano Orrù. autore de “Vaghezza nel soffio vitale”

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Vaghezza

Mariano Orrù nato a Uta (Ca) nel 1959. Si avvicina alla scrittura in età adolescenziale come rifugio sentimentale di sensazioni che non riesce a condividere. Oltre alla passione per la scrittura, il canto lirico e la chitarra classica con diversi anni di studio e concerti, stroncati da diverse patologie al sistema immunitario. Si occupa quotidianamente attraverso il web di problemi sociali.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Genere: racconti brevi e poesie. Racconti e poesie che si intrecciano tra loro per avventura, amicizie, gravi situazioni e il superamento delle stesse. Un filo conduttore tra racconti e poesie che ricorda un periodo del passato alquanto avverso.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Da adolescente avevo problemi a comunicare con l’altro sesso. Trovai che con la scrittura riuscivo a dire quello che a parole mi era impossibile. Fu la mia palestra. Con il passare degli anni è continuata a rimanere il mio angolo privato, finché scoperto e spinto da un amico e dalla mia compagna a renderlo pubblico. Grazie alla scrittura ho superato tanti problemi e trovato tanta fiducia in me.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Un anno di dubbi e incertezze, nel mio piccolo studio e la libreria, a scoraggiarmi. La maggior parte dei racconti e delle poesie, per problemi di salute, dettati e poi trascritti. Le cose migliori… Mentre avevo le crisi di dolore. Meravigliato di questo, una persona cara mi fece notare quanti scrittori famosi erano malati. Un bel momento? La notte alzarmi per prendere appunti.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Un imbarazzo totale, gli scritti giovanili di Cechov. Rappresenta tutta la mia aspirazione. Quello che vedevano i suoi occhi e la sua mente, la penna sembrava non riuscire a contenere. L’umiltà nel darsi agli altri, sia come medico che come scrittore. I suggerimenti a Gorckj e al fratello Alessandro. In apparenza assente dalla politica, con i suoi scritti anticipò la rivoluzione.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Manhã do carnaval di Luis Bonfà.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Leggete, scrivete, di tutto di più. Trovate il vostro genere e immergetevi, la vostra mente non aspetta altro…

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